AZZERAMENTO DELLA STORIA
Inutile negarlo
a volte si ha voglia di cancellare tutto
perché il rumore della Storia che
riposa dentro di noi
può essere assordante e insopportabile.
Secoli schiacciati uno sull’altro,
hanno perso il loro naturale baricentro
e di scivolosi piani inclinati
hanno fatto la loro casa.
Se il richiamo dell’oblio
può considerarsi balsamo divino,
è in questa epoca affannata
di uomini scollati
che dell’ascolto si dovrebbe fare mestiere.
Come esseri irriconoscenti
ci indirizziamo verso un non luogo,
in fila indiana
ancora convinti che il futuro
sia un teatro che ci supplica
di recitare da protagonisti.
La Storia non è nostra,
perché noi non la facciamo
e tanto meno siamo storie,
perché l’unica lezione
che da queste avremmo dovuto imparare
è chiusa in fondo a noi,
offuscata d’illusioni;
controllare il processo in divenire,
misurare corsi e ricorsi
con euforica obbiettività,
divenuta ormai
una virtù in bianco e nero.
Elucubrazioni e fame bulimica
di verità spoglie con cui si tappezzano muri
e si occupano abusivamente
pagine su pagine.
Ma si ha sempre paura di frequentare l’oblio,
di ascoltare cosa
può insegnarci il suo Silenzio.