Distrattamente
come spesso accade
a chi occupa il tempo
senza troppo preoccuparsene,
avevo smesso di pensare
alla tua semplicità disarmante.
Eppure tante volte ti ho incontrata!
E ogni volta che stupore
il tuo distrarmi,
accendendo prima
le mie inquietudini di fanciullo
poi le mie noie d’uomo mai completo.
Tu che hai solcato
le fronti degli Eroi,
che d’un vaso colmo
sei la fine.
Ti s’incontra in ogni epoca,
ogni popolo ha per te
storie e simboli
da mostrare e raccontare.
Il fascino del tuo cadere
è pari a quello del tuo restare,
immobile.
In armoniosa compagnia
d’infinite altre come te,
a formare tutte insieme
mari sconfinati.
Si è tentato di scomporti
chiamandoti con nomi
di molecole.
Ma tu sei Goccia,
custode del segreto d’ogni cosa.